Napoleone all'Elba

Napoleone, la fuga dall’Elba e le tracce del suo esilio

Il 26 febbraio del 1815, Napoleone Bonaparte, a bordo dell’imbarcazione L’Incostant, lascia l’Elba, dopo aver trascorso circa 10 mesi di esilio sull’isola, che egli stesso aveva scelto.

L’Imperatore aveva preparato la sua partenza dall’Elba nei minimi dettagli tanto che “accolse nella sua residenza dei
Mulini tutte le autorità cittadine e comunicò loro la sua partenza, insignendo contemporaneamente i prescelti delle cariche di governo in sua assenza”, come racconta Gloria Peria, direttrice scientifica degli Archivi storici del Comuni elbani, in un articolo pubblicato su Archivi in Toscana.

Di Napoleone all’Elba restano numerose tracce nella storia dell’isola, ma le più visibili sono rappresentate dalle sue due residenze divenute musei nazionali: Villa dei Mulini, nel centro storico di Portoferraio, e Villa di San Martino, la residenza di campagna. In questi luoghi è possibile immergersi nell’atmosfera dell’epoca e immaginare l’Imperatore pianificare le sue mosse verso la riconquista del potere che, però, naufragarono presto dopo la sua fuga.

I 10 mesi di Napoleone all’Elba furono comunque caratterizzati da una fervente attività e da grandi progetti, molti dei quali però rimasti sulla carta come, per esempio, quello di ampliare il porto di Rio Marina per renderlo sicuro o quella di ristrutturare la fortezza del Giove.

Quando Napoleone sbarca a Portoferraio il 4 maggio del 1814, in uno dei manifesti di accoglienza affissi nei vari Comuni dell’Elba, l’arrivo dell’Imperatore viene presentato come “Il più fausto avvenimento che potesse mai illustrar la storia dell’Isola d’Elba si è realizzato in quest’oggi”.

E, ancor’oggi, isola rende omaggio all’Imperatore.

Share this post

Nessun commento

Aggiungi commento