Un gioiello a Marciana Marina: Borgo al Cotone

Marciana Marina è il penultimo comune toscano in ordine di grandezza e la sua estensione è di appena 5.75 chilometri quadrati. Ma seguendo l’antico adagio che attribuisce alle piccole cose una preziosità esclusiva, è facile comprendere come, attraverso i secoli, la bellezza e il valore territoriale di questo porticciolo abbiano sedotto un numero così elevato di popoli.

Etruschi, romani, pisani, liguri, francesi, e molti altri si sono avvicendati nel tempo, delineando le fondamenta di quella che oggi è una pittoresca e deliziosa località turistica dalle caratteristiche casette variopinte, riflesse in un mare turchese. La cinquecentesca Tore de la Marina, simbolo della cittadina, svetta orgogliosa in saluto alle vele e lungo le stradine, tipicamente pavimentate a ghiaie, si affacciano numerosi negozi e localini.

Ma è alla destra del lungomare che Marciana Marina offre il suo lato migliore. Una minuscola insenatura naturale, protetta da un grande scoglio granitico e da un agglomerato di case e scalette, dove gli antichi guzzi vengono ancora tirati in secca a mano e i panni stesi attraversano i vicoli da finestra a finestra: il Borgo al Cotone.

Recenti studi hanno individuato una radice etrusca nell’origine del nome così insolito (dalla famiglia Cothu, che lì aveva le proprie terre), ma è dal Cinquecento che il borgo ha iniziato a prendere forma, tanto che il Consiglio della città decise di dotarlo di una torre di difesa, oggi inglobata nelle strutture abitative ma ancora ben visibile dalla passeggiata e dal mare. Successivamente e fino alla metà dell’Ottocento, tutto il quartiere entrò a far parte della Sanità, merito dei venti salubri e carichi di iodio che qui soffiano tutto l’anno… più o meno dolcemente.

E infatti, Borgo al Cotone è sempre una meraviglia, da gennaio a dicembre, col sole o con le nuvole. Nel periodo natalizio, adornato di lucine e piccoli presepi si avvolge di un’atmosfera incantata, tipica delle cose preziose: arrivando dal mare verso Marciana Marina si ha come l’impressione di scorgere un diadema di pietre brillanti, e sulla sinistra, un gioiello luminoso, colorato, lambito da acque trasparenti e attorniato dai gabbiani.

 

Foto di: R. Ridi, nena&tomy, Visitelba, M. Mastellone

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Silvia Bracci

Grafica Pubblicitaria fiorentina di nascita, Guida Ambientale Escursionistica elbana d'adozione, mi occupo di tutto ciò che è Green e Natura, raccontando le meraviglie della montagna in mezzo al mare.

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