GTE, da Procchio ai fianchi del Monte Capanne

Ci troviamo nella parte centrale dell’isola d’Elba: i rilievi sono più dolci e lungo le coste si incontrano i grandi arenili di Procchio, la Biodola, Marina di Campo e Lacona. Riprendendo la GTE da dove l’avevamo lasciata, dopo la curva a gomito di Buca di Bomba sfruttiamo per un breve tratto il sentiero n.48 – o dei Due Mari – che attraversa l’isola longitudinalmente, e imbocchiamo il n. 44.

In poco tempo e piacevolmente in discesa, fiancheggiando il piccolo torrente di Literno, raggiungiamo la strada provinciale che da Procchio porta a Campo nell’Elba. Attraversandola, il sentiero 44 diventa 18 e ritorna a salire verso la collina di Monte Castello, dove, proprio sulla sommità, i resti di un’ampia fortezza d’altura etrusca emergono dalla macchia mediterranea. I numerosi ritrovamenti, venuti alla luce negli ultimi scavi, sono conservati al piccolo ma interessantissimo Museo Civico e Archeologico di Marciana, che ospita inoltre importanti reperti provenienti dai relitti dei fondali circostanti.

Grazie alla posizione strategica, ottima come punto d’avvistamento, durante la seconda guerra mondiale Monte Castello è stato scelto anche come postazione militare e non lontano dai ruderi etruschi, scorgiamo una casa matta completa di locale di servizio. Proseguendo sul 18, incontriamo diversi incroci con altrettante diramazioni che scendono sia nel versante settentrionale, verso Marciana Marina, che quello meridionale, verso Sant’Ilario e Marina di Campo. Una di queste, all’altezza di un enorme masso granitico, già sede di un insediamento preistorico e noto ai locali col nome di Pietra Acuta  – la 17 – verso destra ci porta in località LavacchioCampobagnolo e alla piccola e deliziosa Madonna del Buonconsiglio, amata particolarmente da marinesi e pucinchi (rispettivamente, gli abitanti di Marciana Marina e di Poggio).

In poco tempo raggiungiamo l’area attrezzata del Monte Perone e la strada asfaltata che da Poggio porta a Sant’Ilario, teatro di rally (storici e non) e sfide ciclistiche. Da qui, inizia una larga pista in salita: è il sentiero n. 5 che, dal 2009, in omaggio alla naturalista prematuramente scomparsa Ornella Casnati, ospita il Santuario delle Farfalle.

Soprattutto in primavera e in autunno, infatti, moltissimi lepidotteri scelgono questi luoghi per vivere e riprodursi grazie alla tranquillità d’altura e alla presenza delle numerose piante da fiore di cui si nutrono. È facile avvistarle e fotografarle se si ha un po’ di pazienza, e per riconoscerne la specie, basta verificare sui cartelli esplicativi posti lungo il percorso.

Siamo intorno ai 750 metri di altezza, e il sentiero percorre il crinale che va dalla cima del Monte Maolo al bivio con il percorso per super esperti delle Calanche e delle Filicaie, lo 00. La vista, ovviamente, è fenomenale, sull’isola d’Elba nei suoi due versanti e sulle altre isole dell’Arcipelago.

Lasciamo lo 00 ai temerari e invece proseguiamo sul 5, che si inoltra in un fitto e rigoglioso bosco di lecci e castagni, pini e tassi; quest’ultimi, provenienti probabilmente dagli Appennini come retaggio di antiche connessioni alla terra ferma, ci dimostrano ancora una volta come tutto il massiccio montuoso dell’Elba occidentale sia una vera e propria montagna in mezzo al mare.

Il sentiero prosegue, tra alberi e lastre di granito, antiche frane (o macéi), scorci panoramici incredibili e profumi di salsedine e sottobosco. Non è raro incontrare i mufloni, scorgere le poiane e i gheppi volteggiare in cerca di prede, individuare i segnali del passaggio di martore e barbagianni… mentre i piccoli silvidi, i merli e le tortore compongono il sottofondo della nostra escursione.

In breve, torniamo all’aperto e raggiungiamo Malpasso, a quota 830 metri, dove potremo decidere se proseguire la GTE sul versante marcianese sul sentiero n. 8, o su quello campese, sul n. 6, sapendo già che qualsiasi sia la nostra scelta godremo di paesaggi unici e indimenticabili, tipici dell’isola d’Elba.

Sentieri: 44 – 18 – 5 GTE. Livello di difficoltà: dapprima facile, medio nel tratto successivo e poco più impegnativo dopo il Santuario delle Farfalle. Dislivello: 200 metri in discesa sul 44, 600 e 700 nei due successivi. La salita è comunque costante e ripida solo in alcuni tratti. Lunghezza complessiva: 16 km ca. Tempo di percorrenza: (senza soste)7 ore.

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Silvia Bracci

Grafica Pubblicitaria fiorentina di nascita, Guida Ambientale Escursionistica elbana d'adozione, mi occupo di tutto ciò che è Green e Natura, raccontando le meraviglie della montagna in mezzo al mare.

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