GTE, da Cavo a Porto Azzurro

Ci siamo! Il traghetto si avvicina all’isola e quella verde collina munita di calette da sogno è Cavo (o il Cavo, per dirla all’elbana). Oltre ad essere un incantevole porticciolo è anche una delle due estremità della GTE, la Grande Traversata Elbana, rete di sentieri che tra mare e montagna attraversa tutta l’isola d’Elba.

Ci vogliono da quattro a sei giorni per farla tutta, in relax: ci si ferma a dormire lungo il percorso in alberghi ospitali e si mangia in quota con vista esclusiva, meglio se con una guida che è in grado di raccontarti curiosità e aneddoti.

Dal Cavo si sale di quota, arrivando facilmente al Semaforo di Monte Grosso, postazione militare di avvistamento per il controllo del canale di Piombino. Ce n’è uno gemello, sopra Chiessi, che controllava invece il canale di Corsica. Il tutto era collegato da una rete telegrafica che abbracciava un po’ tutta l’isola. Oggi, dopo rimaneggiamenti vari, rimangono soltanto i muri in mattoncini rossi e le finestre, oramai prive di infissi, si aprono al vento e al mare.

Continuando, lentamente ci avviciniamo a Rio Elba, tra leccete e vallate profumate di Mediterraneo. Sui crinali di questa parte di isola, molte sono le storie dei popoli che si sono intersecati con la Natura, in cerca delle pietre brillanti e dei loro derivati, cambiando i profili dei paesaggi e dei borghi, e in cerca dell’acqua, che alimentava mulini, fonti e lavatoi, e che ha nominato il paese. Rio: fiume.

Camminando su questi sentieri, visitando la diroccata Torre del Giove, fortezza difensiva che spicca, in alto, o l’Eremo di Santa Caterina, voluto dai marinai in cerca di protezione tra i flutti, si comprende l’identità di questi territori preziosi, ambiti dai pirati saraceni, in molte occasioni distrutti e mai recuperati, ma sempre difesi patriotticamente dai loro abitanti.

Da quassù, Rio Elba si staglia alla nostra sinistra, e più in basso, a destra, Portoferraio con i suoi due colli completa la circolarità del golfo che lo protegge. Decisamente, la vista è fenomenale.

Più avanti, altera e minacciosa, la fortezza del Volterraio. Originariamente etrusca, le origini del nome sono incerte: da Vultur (avvoltoio)? Oppure in omaggio all’architetto proveniente da Volterra, che la restaurò nel medioevo? Certo è, che non fu mai espugnata, e che con la sua posizione, controlla quasi tutta l’isola, anche se adesso, le uniche guardie rimaste sono le capre selvatiche. La salita per arrivare ai suoi bastioni, che si imbocca direttamente sulla strada che da Magazzini porta a Le Panche e poi a Rio Elba, è ripida, ma vale la fatica.

Ci lasciamo alle spalle Rio Elba, conquistiamo Cima del Monte e da questo paesaggio brullo ci godiamo il panorama, in mezzo alla macchia e alla Prunella, il nome isolano della sardo-corsa Ginestra Desoleana, spinoso cuscino di fiorellini gialli.

Percorrendo il crinale, alla nostra sinistra spicca la grande croce di ferro del Mar di Capanna, votiva protezione ai Longonesi (da Longone, il nome antico di PortoAzzurro) e sotto di noi, nella vallata, la Madonna del Monserrato, costruita dagli iberici nel 1606 in onore alla spagnola Montserrat. 

Da qui, Porto azzurro sembra ancora più bella, con il contrasto delle vele e degli scafi bianchi in quest’acqua che ben vale il nome della località. Intorno a noi invece, tra gli arbusti di macchia e l’ocra della terra, spicca un rosso particolare, un po’ cupo, nella pietra che costituisce questa grande dorsale. Sono i diaspri, rocce antichissime stratificate, formatesi da millenni di sedimenti, che qui compongono il giacimento più grande della provincia di Livorno.

In effetti, l’Elba ha una formazione geologica complessissima e unica al mondo, tanto che è meta di visita per studiosi e ricercatori da anni e diversi sono i distretti museali che accolgono i minerali provenienti dall’isola, qui e nel resto del mondo..anche a Hong Kong.

Sentieri: 60 – 61 – 62 GTE. Livello di difficoltà: facile medio nel primo tratto, con dislivello medio di 150 metri, e poi via via più impegnativo, con dislivello dai 300 ai 350 metri. Lunghezza complessiva: 15km ca. Tempo di percorrenza (con soste)una giornata.

Scopri le altre tappe della Grande Traversata Elbana: GTE, da Porto Azzurro alla Villa di Napoleone – GTE, da Procchio ai fianchi del Monte Capanne

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Silvia Bracci

Grafica Pubblicitaria fiorentina di nascita, Guida Ambientale Escursionistica elbana d'adozione, mi occupo di tutto ciò che è Green e Natura, raccontando le meraviglie della montagna in mezzo al mare.

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