#naturelba: Farfalle e Falene

Elba, isola di natura, isola di farfalle! Eccoti qualche alato personaggio..

 

Per primo, parliamo del Macaone.. nome strano, comportamento fiero, grandezza interessante (fino a 8 cm circa di apertura alare).

I colori sgargianti che indossa, anche da bruco (o larva), sono un messaggio per i predatori e significano: “Non ho un buon sapore, ho appena mangiato sostanze tossiche da questa pianta e non ti piacerebbe.. quindi evita di assaggiarmi!!”

Puoi vederlo svolazzare da fine maggio ai primi di ottobre, nelle distese di macchia mediterranea, e controlla finocchio e carota selvatica: sicuramente c’è una larva che fa merenda!

 

Grazie alle straordinarie capacità di volo, parte dall’Africa in tarda primavera e insieme a milioni di simili, passa l’estate in Europa. L’Arcipelago Toscano è un’utile sosta, ma anche un ottimo posto per restare. Stiamo parlando della Vanessa del Cardo, relativamente minuta e robusta farfalla appartenente alla famiglia dei Ninfalidi. I componenti di questa grande e diffusa famiglia, un tempo si distinguevano in Ninfe e Satiri, più che altro per carattere e abitudini: le Ninfe, come la nostra Vanessa, sono esuberanti, appariscenti, grandi volatori e amanti delle zone aperte e soleggiate. I Satiri, più schivi, dal volo lento e breve, abitanti dei boschi e delle zone fresche e ombrose.

 

Lo sapevi che nel mondo dei Lepidotteri le farfalle sono soltanto una piccola parte rispetto alle tantissime famiglie di falene? E che le falene possono essere coloratissime e volare di giorno? Un esempio mediterraneo è l’Amata phegea, generalmente conosciuta come Prete. Mite e dal volo lento, abita un po’ tutti gli ambienti, godendosi volentieri il sole dei mesi estivi. Una curiosità? Questa falena ha un sosia, che si distingue solo da piccole variazioni di colore. Entrambe però, trasmettono lo stesso messaggio di tante loro colleghe: pigmenti vistosi, gusto sgradevole!

 

Tra le falene, una delle più grandi e particolari: la Saturnia del Pero. In realtà vive la maggior parte della sua vita sottoforma di bruco grasso e.. “scapigliato”, grande fino a 12 centimetri, ghiotto di foglie di pero (da qui il nome), ma anche melo, albicocco, ciliegio, olmo.. Al momento giusto, si costruisce un bozzolo accogliente sotto terra, nel quale trascorrerà uno o più inverni, per poi sfarfallare a primavera inoltrata. L’apertura alare raggiunge i 16 centimetri, e sulle ali, porta grandi occhi per spaventare i predatori. Vivrà ancora solo il tempo dell’accoppiamento e della deposizione delle uova, non avendo ne bocca ne stomaco. Un’estate d’amore, tragica e bellissima, prima che il ciclo si compia di nuovo.

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Silvia Bracci

Grafica Pubblicitaria fiorentina di nascita, Guida Ambientale Escursionistica elbana d'adozione, mi occupo di tutto ciò che è Green e Natura, raccontando le meraviglie della montagna in mezzo al mare.

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