#naturelba: i rapaci notturni

L’autunno all’Elba spesso è sole caldo durante il giorno, che sia col vento o meno, tepore di camini e stufe la sera, nella quiete della natura isolana.

Piccola e leggerissima, la CIVETTA volge i suoi grandi occhioni gialli al tramonto, prima di una nottata alla ricerca di insetti e roditori. Nidifica in cavità all’interno di vecchi edifici, rocce e alberi, e tra Marzo e Giugno, riesce a deporre fino a 5 uova, che coverà per un mesetto, affidandosi al maschio per alimentazione e gestione predatori. I piccoli diventano indipendenti alla fine dell’estate, pronti per le battute di caccia autunnali.

Ha incantato e incanta i popoli per la sua natura misteriosa ma estremamente scaltra: considerata dai greci sacra alla Dea della Sapienza, Atena (il nome scientifico è infatti Athene noctua: Atena notturna), e quindi portafortuna, è raffigurata sulle odierne monete elleniche da un euro.

Al contrario, è portatrice di sciagure per gli occidentali, a causa dei suoi strilli inquietanti, ma da sempre impersona uno degli emblemi classici in araldica e simboleggia il silenzio, la prudenza e la vittoria.

Inoltre, veniva impiegata come richiamo nella caccia ai passeriformi e proprio grazie ai suoi versi acuti, volteggi e ammiccamenti vari che dedicava al malcapitato di turno, la Civetta si è guadagnata anche il sinonimo di frivolezza e vanità… di qui, il luogo comune del “fare la civetta”…

Sicuramente più austero è il BARBAGIANNI, che con i suoi 90 cm di apertura alare plana silenziosamente nelle notti elbane. Ghiotto di rane, grossi insetti e roditori, è un agente di controllo naturale per il contenimento di tali specie, aiutando così coltivazioni e contadini. Abita nelle fenditure tra le pietre di vecchi casolari, sotto i ponti, in cima ai campanili, dove costruisce un nido in grado di ospitare fino a 5 pulli affamati.

Sull’origine del nome, non è stata fatta ancora chiarezza: pare che venga dal latino barbagenae (barba sulle guance), ma sembra anche che significhi Zio Gianni, almeno nel nord d’Italia. Un modo per identificare una creatura magica, notturna, talmente potente da non poterne pronunciare nemmeno il nome.

Le stelle lucevano rare tra mezzo alla nebbia di latte
sentivo il cullare del mare, sentivo un fru fru tra le fratte;
sentivo nel cuore un sussulto, com’eco d’un grido che fu.
Sonava lontano il singulto: chiù…

E’ la poesia che Giovanni Pascoli dedica al piccolissimo ASSIOLO e al verso ritmico che ci propone tutte le notti, ben nascosto sui rami più alti.
Condivide il nido con un solo partner per tutta la vita e con i piccoli, fino a cinque, che segue amorevolmente prima che divengano autosufficienti, nutrendoli con insetti e lombrichi gustosi.

Munito di orecchie pelose e morbide e di grandi occhioni giallo arancioni, passa la giornata a riposarsi, prima delle scorribande notturne, come questo giovane, beccato a mezzogiorno di un caldo giorno di Luglio nella Fortezza Pisana di Marciana Alta..

Share this post

Silvia Bracci

Grafica Pubblicitaria fiorentina di nascita, Guida Ambientale Escursionistica elbana d'adozione, mi occupo di tutto ciò che è Green e Natura, raccontando le meraviglie della montagna in mezzo al mare.

Nessun commento

Aggiungi commento