#naturelba: gli uccellini che amano il freddo

In effetti, all’isola d’Elba, proprio freddo freddo non fa. Quasi mai.. neanche quando il Capanne viene ricoperto dalla neve e gli Uviali, i piccoli ruscelli sorgivi che dissetano le campagne, ghiacciano sulle lastre di granito in tante stalattiti trasparenti.

Eppure, è proprio quando la temperatura scende che tante piccole creaturine alate, poco più grandi dei pulcini di una gallina, iniziano a farsi notare: sono gli uccellini tipici delle selve – non per niente vengono chiamati Silvidi – e dei boschetti non troppo fitti, come quelli di arbusti ad alto fusto, tipici della macchia mediterranea.

 

L’Occhiocotto è senza dubbio uno dei più particolari: testa nera, corpo grigio e anelli intorno agli occhi rosso brillante, che ci spiegano la ragione del suo nome tanto bizzarro. All’Isola d’Elba, nelle belle e fresche giornate invernali, lo si può incontrare facilmente in prossimità delle aloe fiorite, e in cerca di briciole in cortili e terrazze. Possiamo sentire il suo canto qui: http://bit.ly/1PFMaNs, in attesa di vederlo in azione con i suoi voletti rapidi e curiosi.

 

La caratteristica principale del Pettirosso invece, oltre al colorare l’inverno elbano con l’arancione vivace delle sue piume pettorali, è senza dubbio quella di assomigliare in tutto e per tutto ad una piccola pallina piumosa. Amante di insetti e invertebrati, si apposta volentieri vicino agli uomini che lavorano la terra aspettando che la zappa riveli prelibatezze sotterranee, anche per prepararsi alla stagione degli amori, che avviene da dicembre in poi. Il risultato? Da un minimo di 5 a un massimo di 12 piccoli che, una volta adulti, raggiungeranno i 20 grammi, il peso standard dei loro genitori.

 

Variopinto, spavaldo, veloce. Nonostante l’aria da bullo, il Fringuello è un tenerone: sceglie una compagna e un angolino ben riparato per il nido, che poi rivestirà di morbide piume, e li mantiene per tutta la vita. Ogni anno, confermeranno il loro idillio allevando dai tre ai cinque piccoli, altrettanto impertinenti. Ascoltiamolo: http://bit.ly/1yb8b0d, prima di fare la sua conoscenza dal vivo, passeggiando fuori stagione sui sentieri elbani.

 

Infine, non poteva mancare il VIP per eccellenza della macchia elbana: il Merlo! Raggiunge dimensioni più grandi rispetto ai colleghi sopracitati, canta in tutte le stagioni, ed è, da secoli, la Star dei tre giorni a cavallo tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio, chiamati appunto Giorni della Merla.

La leggenda narra che una Merla, allora candida come la neve, prendesse in giro l’Inverno… trovandolo non del tutto rigido. Gennaio, dispettoso, decise di far bufera e gelo a più non posso, ma essendo giunto al termine, chiese in prestito due giorni a Febbraio e costrinse la Merla a rifugiarsi in un comignolo caldo e fuligginoso per godere di un po’ di tepore. Da quel giorno, tutti i Merli sono neri (in effetti, solo i maschi: le femmine conservano un bel color marrone-grigio, perfetto per la mimetizzazione) e Febbraio aspetta ancora di riavere quello che era suo..

 

 

Ph.Occhiocotto: Giuseppe Tavolaro http://bit.ly/16lnJSP, Ph.Pettirosso: Massimiliano Mastellone, Ph.Merlo: Gabriele Pagliari http://bit.ly/1CPxaUB, Ph.Fringuello: Marco “nikoname” http://bit.ly/1NFnPTq

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Silvia Bracci

Grafica Pubblicitaria fiorentina di nascita, Guida Ambientale Escursionistica elbana d'adozione, mi occupo di tutto ciò che è Green e Natura, raccontando le meraviglie della montagna in mezzo al mare.

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