#naturelba: Agave e Aloe

AGAVE o ALOE? Dimmi come cresci e quanto pungi, e ti dirò chi sei.

Il panorama elbano è costellato di grandi foglie verdi e massicce dotate di spine più o meno grandi e appuntite. Ma quali appartengono alle une e quali alle altre?

L’AGAVE, originaria delle zone sub tropicali e in particolare del Messico, è ricchissima di fibre, che vengono lavorate artigianalmente e industrialmente per creare sacchi, cappelli e borse e produce un nettare zuccherino che, oltre a nutrire numerosissimi insetti, viene distillato per produrre Pulque e i più noti Mezcal e Tequila.

Le foglie nascono unite in un cono, e crescono via via srotolandosi dalla parte centrale.

Generalmente munite di grandi spine e punta apicale, contengono sostanze urticanti che possono generare dermatiti se si viene punti, soprattutto dalla sommità, che, acutissima, veniva adoperata nelle campagne come grosso ago da cucito.

Vivono fino a trent’anni e prima di morire, sfruttano tutte le energie accumulate per generare una specie di asparago alto anche 8 metri dal fusto robustissimo, munito di bellissime e profumate infiorescenze a ombrello, rivolte verso l’alto. Da questo atto eroico e decisamente romantico, deriva il suo nome, che in greco significa rispettabile: Agave. Così si chiamava una delle Menadi, innamorate di Dioniso, il Dio della Forza Vitale.

L’ALOE, predilige i deserti e i climi caldi e secchi. In Europa viene coltivata in Spagna e in Grecia, ma anche nel Sud d’Italia e in diverse altre zone del mondo, per le sue innumerevoli proprietà curative. All’interno delle sue foglie carnose infatti, è contenuto un gel trasparente che è utilissimo per le scottature, è cicatrizzante, antisettico, analgesico e antinfiammatorio, rigenerante e disintossicante, soltanto raccogliendolo dalla pianta. Cercando in commercio gli estratti, il succo e i prodotti spalmabili, aumenta il ventaglio degli effetti benefici.

E’ conosciuta anche come “pianta dell’immortalità” perchè veniva impiegata nella preparazione degli unguenti da imbalsamazione dagli antichi Egizi, e si hanno notizie documentate di lei dal 2000 a.C.

Al contrario dell’Agave, le foglie nascono ben distinte l’una dall’altra, dal centro verso l’esterno, ed è questo uno dei metodi infallibili per distinguerle, oltre che palpeggiare le foglie più grandi: quelle dell’Aloe sono piene e pasciute (di gel), quelle dell’Agave sono dure e tendinose (di fibre).

Fioriscono ogni anno, con più discrezione ma vigorosamente.

Infine, il nome deriva di nuovo dal greco, ma significa sale, che indica gusto e preziosità della sostanza prodotta.

Meraviglie spinose, di #naturelba.

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Silvia Bracci

Grafica Pubblicitaria fiorentina di nascita, Guida Ambientale Escursionistica elbana d'adozione, mi occupo di tutto ciò che è Green e Natura, raccontando le meraviglie della montagna in mezzo al mare.

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