Eremo di Santa Caterina

L’UOMO CHE SUSSURRA ALLE API VIVE ALL’ELBA

Roberto Ballini ha scoperto come parlare alle api e vivere con loro in armonia, curandole con le erbe dell’Orto dei Semplici all’Eremo di Santa Caterina

Il suo segreto è tutto qui, racchiuso in 20 arnie di colori e dimensioni diverse a seconda delle funzioni: Roberto Ballini, ex ciclista professionista, è l’uomo che sussurra alle api.

La storia di Roberto

Nel 2013 Roberto ha portato la sua quarantennale passione per le api all’Eremo di Santa Caterina, abbandonato a metà Ottocento e recuperato negli anni Novanta. Grazie alla sua esperienza a stretto contatto con i preziosi impollinatori ha sviluppato un sistema di comunicazione basato sulla loro capacità di distinguere due frequenze sonore. Attraverso diverse modulazioni di voce Roberto riesce a dialogare con loro impartendo semplici indicazioni. La sua scoperta, nata dalla pratica quotidiana, è stata oggetto di studio dell’Università degli studi di Pisa.

Il rapporto con le api

Appese le due ruote al chiodo, avendo conseguito importanti successi sportivi (tra cui una vittoria di tappa al Giro d’Italia nel 1969 e un quarto posto alla grande classica Milano-Sanremo), Ballini è stato folgorato dalle api dopo aver visto un grande sciame nelle campagne toscane. Da lì, la curiosità ha alimentato la passione e lo ha trasformato in un profondo conoscitore di questi imenotteri.

Sensibilissimi ricettori dell’inquinamento, le api sono oggi una specie minacciata sia dal punto di vista ambientale sia da alcuni parassiti particolarmente aggressivi. Tra questi ultimi c’è la varroa, acaro parassita che Roberto è riuscito a controllare sfruttando le antiche conoscenze sulle piante officinali, che coltiva lui stesso nell’Orto dei Semplici dell’Eremo.

L’Orto dei Semplici: un gioiello autoctono 

Perfetto compendio della biodiversità dell’isola, a fianco dell’eremo della Chiesa di Santa Caterina, l’Orto dei Semplici è un luogo quasi mistico e di grande essenzialità. Si deve percorrere un breve sentiero sterrato protetto dai cipressi per raggiungere questa “banca della terra” strutturata in dieci aree, ciascuna con una specifica tipologia di vegetazione, dalla macchia mediterranea alla flora delle dune marine, dal frutteto alle piante degli antichi giardini elbani.

Qui sono conservate tutte le piante autoctone dell’isola, incluse sei varietà rare di frutti originari del territorio, come il pero Angelica dell’Elba o il pesco Sanguigno settembrino dell’Elba.

Curiosità sull’Eremo di Santa Caterina

La storia dell’Eremo è antichissima. È stato fondato intorno alla metà del Seicento in un luogo considerato sacro da oltre un millennio, nel punto in cui, secondo la tradizione, Santa Caterina apparve a un pastorello e chiese di celebrare il lunedì dopo la Pasqua. Da qui parte la tradizione che sopravvive tutt’oggi con la festa della sportella, torta tradizionale elbana nota anche come il “dolce degli innamorati”.

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