Elba, isola delle Rondini

L’arrivo delle Rondini, il volteggiare sopra i tetti e il rincorrersi dei loro richiami, è simpatico e familiare un po’ a tutti: ci annuncia l’arrivo delle belle giornate, alleggerisce lo spirito e fa subito Primavera.

Purtroppo però, in quest’epoca di palazzoni e cemento, vanno via via scomparendo i piccoli fori tra le tegole, i cornicioni diventano concavi, ed è sempre più difficile trovare il luogo adatto per imbastire nido e famiglia, rischiando di vanificare il lungo viaggio che ogni anno Rondini, Rondoni e Balestrucci compiono in volo dall’Africa fino a noi, percorrendo più di 10.000 km sul Deserto del Sahara e il Mar Mediterraneo, tra tempeste e forti venti.

Nello specifico, Rondini e Balestrucci costruiscono un nido di erba secca e altre pagliuzze, tenuto insieme da terra masticata, le une a coppetta rivolta verso l’alto, gli altri a mo’ di igloo rovesciato, al di sotto dei cornicioni, all’interno di granai aperti e ovunque ci sia un supporto atto a questa edilizia formidabile, che perdura negli anni e che sempre viene ritrovata dai proprietari.

I Rondoni invece, preferiscono buchetti già pronti tra le tegole e i mattoni delle vecchie case, dai quali librarsi senza paura di scendere troppo di quota: la loro grande apertura alare, in contrasto con gli arti ridottissimi, infatti non permette loro di toccare terra e riprendere il volo.

Qui all’Elba, i nidi si vedono un po’ dappertutto, e dagli ultimi giorni di Marzo riempiono poderosamente i cieli dell’isola, tanto che, per favorire ulteriormente il loro soggiorno, a Marciana e a Rio Elba le amministrazioni hanno favorito importanti correzioni sul Regolamento Edilizio, inserendo nuove norme a tutela dei costruttori/affittuari alati. Altre realtà, come il Comune di Campo nell’Elba e svariati esercizi pubblici, ospitano manifestazioni e si occupano della divulgazione per mezzo di cartelli esplicativi e volantini.

Con un progetto voluto dal Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano e dal B.A.T. Biowatching Arcipelago Toscano, le storie delle Rondini e dei loro simili sono entrate nelle scuole, tra la gente, e sono in programma diversi eventi in entrambi i Comuni, per festeggiare l’istallazione di nuovi nidi artificiali e il ritorno, puntuale, di questi utilissimi volatili.

Perchè utilissimi? Ce lo spiega il naturalista fondatore della Lipu, Francesco Mezzatesta:

Sono specie preziose perché diminuiscono il numero degli insetti nocivi per l’uomo. Si pensi che una coppia di Rondine, quando alleva la prole, cattura in media 6000 insetti al giorno, di cui il 90% costituito da zanzare e mosche.

Quindi i nidi di queste specie, utili alla salute umana,  non vanno mai abbattuti in nome di una falsa igiene (sono le zanzare i possibili vettori di malattie, non le cacchette delle rondini, a cui si può comunque ovviare con una semplice assicella fissata sotto il nido) ma anzi la presenza di Rondini, Rondoni e Balestrucci va incentivata anche tramite il posizionamento di  nidi artificiali, allo scopo di potenziarne la funzione di  formidabili insetticidi naturali.

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Silvia Bracci

Grafica Pubblicitaria fiorentina di nascita, Guida Ambientale Escursionistica elbana d'adozione, mi occupo di tutto ciò che è Green e Natura, raccontando le meraviglie della montagna in mezzo al mare.

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