Elba: attratti dalla Calamita

Se consideriamo l’Elba come un pesce, oggi ci troviamo nel lobo inferiore della pinna caudale, tra macchia mediterranea e vecchie strutture minerarie dimenticate.

La penisola del Calamita, oltre ad offrire incantevoli scorci e numerose spiagge e calette dall’acqua trasparente, porta con sé – in un passato neanche troppo lontano – tutta una serie di vicissitudini legate alla sua preziosa natura geologica.

in gran parte l’area è  interdetta al traffico veicolare e offre un’impeccabile rete di sentieri larghi e ariosi, da seguire a piedi o in Mountain Bike. È questa infatti la sede del Capoliveri Bike Park, dove si corre la Legend Cup, in onore della tappa italiana della Coppa del Mondo di MTB, svoltasi qui nel 1994. Ma è una destinazione che si può prendere in considerazione anche per una semplice uscita fuori porta con tutta la famiglia..

Anche per gli appassionati del Camminare la scelta è vasta.

Citando soltanto alcuni dei percorsi principali, potrete partire dalla celebre e romantica spiaggia dell’Innamorata e percorrere la Vecchia Strada della Ferrovia, ad esempio. Qui gli Omìni della Vena trasportavano il minerale estratto (Ematite, Limonite e Pirite in primis) su pesanti vagoncini, dalla pancia della Terra al cielo aperto del Vallone fino agli imbarchi a mare, proprio davanti alle isole Gemini.

Proseguendo dopo il Vallone, attraversando un canyon di roccia che cela la magnifica cala di Punta Rossa e del Cannello, potrete raggiungere il Palazzo delle Miniere, dove si può visitare il Museo della Vecchia Officina e prenotare la visita alla Miniera del Ginevro, nel cuore della montagna di Magnetite, poco più nell’interno.

Oppure, cambiando versante, la nostra passeggiata potrà avere inizio subito dopo i bastioni del Forte Focardo, eredità spagnola a guardia di Porto Azzurro. Attraverso calette incontaminate e solitarie, ma spesso attrezzate di tutto punto, proseguiamo per la Costa dei Gabbiani e le vigne di una delle aziende agricole elbane più rinomate, dove, tra una degustazione e l’altra, potremo concederci anche un giretto a cavallo.

La magia avvolge questa parte di isola: in una sorta di stand-by temporale, le piante di scogliera sfruttano i sedimenti intrappolati tra le fessure metalliche degli impianti estrattivi e il luccichio ferroso delle spiagge si mescola al riverbero del sole sul mare in un’atmosfera silenziosa, quasi intima.

È l’attrazione fatale – e irreversibile – della (penisola del) Calamita: nessun nome fu mai più appropriato.

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Silvia Bracci

Grafica Pubblicitaria fiorentina di nascita, Guida Ambientale Escursionistica elbana d'adozione, mi occupo di tutto ciò che è Green e Natura, raccontando le meraviglie della montagna in mezzo al mare.

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