Cavalloni a Borgo al Cotone

Il primo agosto del 2015, poco dopo il tramonto e poco prima che la luna piena sorgesse, Borgo al Cotone (pittoresco angolino di Marciana Marina di cui vi parlavamo qui), si è letteralmente riempito di elbani e turisti, accorsi per ammirare il perfetto connubio tra arte e poesia che Riccardo Mazzei e Manrico Murzi, marinesi DOC, hanno creato con Cavalloni. 

Vogliamo riproporvi la magia di quella sera attraverso le parole degli stessi autori e il bellissimo video, pubblicato a fine 2015, edito da Francesca Bracci e diretto da Ilaria Paganelli. Esposto anche alla 27esima edizione del Festival internazionale di FestAmbiente, la Rispescia, a Grosseto, con musica originale di Moon Casual, foto di Gianni Paolini e Susanna Busoni; il suono è a cura di Tommaso Mazzei.

I cavalloni, ondate minacciose, piene di forza e di furia, sono creature di poca vita che madre natura fa apparire di colpo e fa di colpo sparire. Omero nell’Iliade ci fa sentire i suoni dello schianto alla battigia: “polísfoiobòn talàsssssa”, il mare dalle mille voci!

Gli esseri umani pensano che la natura sia fuori da loro, una proprietà di cui dispongono a capriccio, dimenticando che loro stessi sono natura. Rispettare la natura è  rispettare l’Uomo e la sua convivenza con gli elementi che lo formano e lo circondano. Chi non rispetta paesaggi e situazioni ambientali è un criminale distruttore di se stesso oltre che del luogo.

Rispettare e conservare il Cotone, è la preoccupazione che oggi invade il nostro animo. Un borgo antico dove il paese di Marciana Marina, all’isola d’Elba, ebbe inizio con poche case di pescatori abbarbicate su di una grossa cote, il Cotone appunto, porticciolo naturale e magico che si è conservato negli anni, assai curato dai suoi abitanti.

Un mucchio di case che sa convivere con la possente rabbia dei marosi, dei cavalloni, che quando soffia tramontana cavalcano e scavalcano gli scogli scaricando tutta la loro energia contro la prima fila di case. Un mucchio di costruzioni in una posizione che non ha potuto essere modificata per mancanza di spazio: in un’isola che presa d’assalto dal turismo si presta alla speculazione e al poco rispetto dell’ambiente.

Il Cotone è il sale dell’isola e i cavalloni sono il simbolo della sua forza. Lo scalo del borgo è stato trasformato in laboratorio di pittura e di poesia. Il poeta Manrico Murzi di Marciana Marina ha cantato versi della sua poesia e quelli di altri tre poeti legati al mare e alla nostra isola: Luigi Berti di Rio Marina, Giulio Caprilli di Portoferraio, Dylan Thomas di Swansea, Galles meridionale, e appunto Manrico Murzi: tutti e quattro legati fra loro da forte amicizia.

Sempre di Marciana Marina, l’artista Riccardo Mazzei ha lavorato alla creazione di Cavalloni su sei grandi panni dipinti usando colori naturali di provenienza elbana. Il cavallo, simbolo portatore di morte come di vita, legato al fuoco distruttore e trionfatore, e legato all’acqua che nutre e che annega. L’installazione è fatta di parole cantate e di panni dipinti: per il mare, per il Cotone e per chi li ama!

E le vele, bevvero il vento…

RICCARDO MAZZEI, nato a Marciana Marina nel 1956, lascia l’Isola d’Elba quattordicenne, si trasferisce a Pisa per seguire gli studi d’arte. Allievo di Sineo Gemignani, si diploma Maestro d’arte del Vetro. Si trasferisce a Firenze all’Istituto d’Arte e si diploma in Grafica Pubblicitaria. Dopo la lettura di “Arte come mestiere” di Bruno Munari si iscrive all’ Istituto Superiore per le Industrie Artistiche sempre nel capoluogo toscano. Continuando a dipingere frequenta alcune classi dell’Accademia. Nel 1979 consegue il Diploma Superiore con una tesi antinuclearista sull’energia eolica.  Lavora prima come Industrial Designer poi dopo un anno a Milano all’Ars Sutoria disegna scarpe, infine Art director in pubblicità e grafica. Nel 1992 è curatore di “Indicazioni di rotta” dieci artisti per altrettante installazioni ambientali a Marciana Marina. Nel 2009 e artista residente per Re(create) a Castelnuovo Calcea, Alba con l’installazione permanente “Mare nostrum”. Dal 2012 crea per Legambiente installazioni d’arte ecosostenibile all’isola d’Elba: “Ad pontem”, 2012. “Abbasso il fascio”, 2013. “Holy crab!”, 2014. Dal 1999 vive e lavora a New York.

MANRICO MURZI, nato a Marciana Marina nel 1930, detto “poeta giramondo”, è alla scuola di Ungaretti nell’Ateneo romano. Sta vicino al suo Maestro per otto anni. Lascia presto insegnamento e Accademia, si fa navigante e viaggiatore per mare, terre e deserti, in particolare Mediterraneo, Medio e Estremo Oriente. Giornalista, collabora a vari giornali e riviste. Scrive racconti e teatro. Rebellato di Padova pubblica la sua poesia: “Il cielo è caduto”, “Forme nell’aria” e un romanzo poetico “Si va a simboli”. Ancora poesia, “Di Porto in Porto”, Biblioteca Cominiana; sta per uscire un’altra raccolta, “Le mosche di Omero”. Ha tradotto da varie lingue, in particolare “I doni di Alcippe” di Marguerite Yourcenar, e “Il Rione dei ragazzi” del Nobel egiziano Nagib Mahfuz,  libro proibito che gli ha procurato la pena di morte da parte dei fondamentalisti islamici. . Ultimamente sono usciti: “Italia Rotonda”, “Lettera in versi n°46”, “Intarsio per un’Esposizione” e “Lettere sul Vangelo secondo Tommaso”; in uscita anche la terza edizione di “Di mare un cammino”. Suo è il libretto “Jeanne e Dedó”, opera lirica musicata da Delilah Gutman che ha musicato anche alcune sue poesie e un poemetto.

Foto di copertina: Greenreport.it

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Silvia Bracci

Grafica Pubblicitaria fiorentina di nascita, Guida Ambientale Escursionistica elbana d'adozione, mi occupo di tutto ciò che è Green e Natura, raccontando le meraviglie della montagna in mezzo al mare.

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