Capo Sant’Andrea: piccola isola nell’isola

Dal piccolo abitato della Zanca fino alle Cote di Sant’Andrea, in un susseguirsi di casette e complessi residenziali da sogno perfettamente inseriti nella natura che li circonda, il paesaggio varia dalla tipica macchia mediterranea agli alberi da frutto, da piccoli e curati rettangoli di vigna a giardini traboccanti di fiori.. mentre la collina granitica che costituisce il Monte Saurino, densamente popolato da gheppi e gabbiani corsi, degrada lentamente e dolcemente verso il mare.

Un mare turchese, trasparente e brulicante di vita: una biodiversità impressionante, degna di studi e ricerche universitarie o semplicemente meta da sogno per bagnanti e snorkelisti (figuratevi per chi ama fare immersioni!!). Fino ai 40 metri di profondità la visibilità è sorprendente e non è difficile incontrare grandi dentici, cernie e aquile di mare, oltre a saraghi, corvine, ricciole, miliardi di occhiate e castagnole, cavallucci marini, nudibranchi, molluschi.

Dal punto di vista storico, Capo Sant’Andrea vanta un nobile passato: fu porto etrusco, all’epoca dei commerci ferrosi con Baratti e la costa Toscana, area di battaglia fra Genovesi e Pisani per il controllo delle acque dell’Arcipelago, fortino di guardia francese e poi tedesco. Di nuovo porto commerciale fino alla metà del secolo scorso, quando la viticoltura era al suo apice e dai tanti Palmenti (i magazzini rurali in cui si pigiava l’uva) giungevano a dorso d’asino le fiasche di mosto, pronte per essere imbarcate sui leudi liguri che l’avrebbero consegnate in tutto il bacino tirrenico.

Ma Sant’Andrea, è famosa anche per le sue rocce: le piatte volute granitiche delle Cote Piane, a destra della spiaggia di sabbia, o la preziosa caletta del Cotoncello, a sinistra, rivestono un’importanza geologica internazionale per la particolare miscela di minerali che le compongono. Quarzo e cristalli di Ortoclasio grandi più di 10 centimetri ne sono i principali protagonisti..

Entrando nel ritmo lento di Capo Sant’Andrea, si respirano ancora le storie dei popoli che qui hanno vissuto. Vale la pena fermarsi a parlare coi locali, con chi da anni cura un’ospitalità accogliente e familiare e con gli operatori di terra e di mare che vivono questo territorio ogni giorno con passione e dedizione, lontano dai rumori, affascinati dalla natura.

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Silvia Bracci

Grafica Pubblicitaria fiorentina di nascita, Guida Ambientale Escursionistica elbana d'adozione, mi occupo di tutto ciò che è Green e Natura, raccontando le meraviglie della montagna in mezzo al mare.

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