GTE, da Porto Azzurro alla Villa di Napoleone

Dopo tante alture, proseguiamo sul sentiero n.64 avvicinandoci alla parte centrale dell’isola, più pianeggiante e ricca di fresche vallate interne. Alla nostra sinistra si apre il golfo Stella, ai piedi di Capoliveri, e alla nostra destra, la rada di Portoferraio, con le spiagge di Schiopparello e delle Prade, che nelle loro zone umide conservano una biodiversità animale e vegetale tutta particolare e offrono, in primavera e in autunno, un’ottima area di sosta per numerosi uccelli migratori, come garzette, aironi e cavalieri d’Italia, ma anche nitticore e falchi della regina.

Raggiunta la cima del monte Orello si prosegue sul sentiero e in breve ci si imbatte in una deviazione: è il n. 67, che ci porta diretti alla Villa Romana delle Grotte, recentemente riportata alla luce e visitabile da Giugno a Settembre dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20.

Databile al I sec. a.C., se escludiamo alcuni usi di natura bellica nei conflitti franco – napoletani del ‘700, Le Grotte non hanno mai subito sovrapposizioni edilizie, ed è quindi possibile ritrovare la pianta e le fondamenta originali, riconoscendo gli appartamenti patrizi, una grande vasca adornata di colonne, bei giardini affacciati sulla rada, un moletto privato sottostante, subito accanto alle cavità naturali che danno il nome alla Villa e diverse strutture di servizio e cisterne addirittura al di là dell’odierna strada provinciale. Una meraviglia che ha visto scorrere più di 2000 anni di storia e che tanto ancora ha da raccontare e osservare.

Ci lasciamo alle spalle il sentiero n.64 e proseguiamo sul n. 65. Da Colle Reciso al Monte Barbatoia la strada è facile, larga e ariosa, e la vista sempre doppia: a sinistra Lacona, a destra Portoferraio. Da qui, si percepisce perfettamente la struttura militare della cittadella, così come la volle Cosimo De’Medici nel ‘500, e la struttura a “chiocciola” del Porto Vecchio, uno dei meglio difesi del Mediterraneo. Ed è qui che infatti il grande Capitano fiorentino sconfisse una volta per tutte Dragut, capo dei Mori, che per secoli avevano saccheggiato, bruciato e deportato gli isolani in terra straniera. Nella cartina dell’epoca nella gallery, del cartografo tedesco Muenster, ben si notano le cittadine in fiamme in contrapposizione con la potenza Ferajese.

Dal monte Barbatoia saliamo ancora un po’, raggiungendo la cima del San Martino, incontrando diverse diramazioni che ci portano a Lacona, Laconella e poi, proprio sull’angolo a gomito che il sentiero fa in località Buca di Bomba, possiamo scendere nella vallata e visitare finalmente uno dei luoghi più “Vip” del Bicentenario: la Villa di Napoleone e la Galleria Demidoff.

Voluta dall’imperatore per il suo soggiorno elbano, fu arricchita nel tempo da diversi proprietari, dal principe Anatolio Demidoff, marito della nipote di Napoleone e suo grande ammiratore, al conte Bernardo Barbiellini Amidei, che la dotarono via via di statue, come la Galatea, del Canova, per la quale, si dice, posò Paolina Bonaparte in persona. Dipinti, oggetti d’uso quotidiano, cimeli provenienti dalle campagne egiziane e dall’Europa. Giardini, alberi particolari e piante secondo lo stile dell’epoca, che oggi si sono mescolati alle essenze mediterranee. Visitando la Villa o passeggiando per i viali circostanti, si rivive uno spaccato di storie di genti e territori, si respira la stessa atmosfera un po’ decadente e fruttata, tipica dell’ottocento e dei suoi grandi personaggi.

Sentieri: 64 – 65 GTE. Livello di difficoltà: impegnativa la salita al monte Orello, medio nel tratto successivo e via via sempre più facile. Dislivello: 445 metri sul 64, solo 170 sul 65. Lunghezza complessiva: 10 km ca.Tempo di percorrenza (senza deviazioni)6 ore.

Deviazioni: 67 Le Picchiaie – Le Grotte. Livello di difficoltà: facile. Dislivello: 125 metri. Lunghezza: 2km ca.Tempo di percorrenza (con soste)un’ora e mezzo, sola andata. Il sentiero da Buca di Bomba alla Villa di Napoleone è una facile pista ben segnata che si percorre in meno di un’ora, sola andata.

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Silvia Bracci

Grafica Pubblicitaria fiorentina di nascita, Guida Ambientale Escursionistica elbana d'adozione, mi occupo di tutto ciò che è Green e Natura, raccontando le meraviglie della montagna in mezzo al mare.

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